Agopuntura a Bologna - Gruppo CARAVELLI in via Zamboni a Bologna

Occorre essere consapevoli che l’agopuntura non è una terapia miracolosa per tutti i mali, ma rappresenta un’ottima terapia per molte patologie. In generale non rientrano nei campi di applicazione dell’agopuntura tutte le patologie infettive e quelle di pertinenza chirurgica.

La prima visita presso un medico agopuntore è simile a quella praticata da qualsiasi altro specialista.
Il medico agopuntore valuta i sintomi, i segni e la storia clinica del paziente. Valuta gli esami di laboratorio e quelli strumentali diagnostici e se necessario approfondire il quadro ne fa richiesta di ulteriori.
Grande attenzione viene data alle abitudini di vita quali alimentazione, ritmo del sonno, diuresi, ritmo dell’alvo, ritmo e tipologie del ciclo mestruale  e ad alcuni aspetti della semeiotica cinese quali l’esame della lingua (valutazione del colore del corpo e della punta e della patina linguale) e delle caratteristiche del polso radiale (frequenza, caratteristiche della pulsazione).
Al termine della visita viene impostata la terapia in base al quadro clinico di ogni singolo paziente e si procede all’esecuzione del trattamento di agopuntura.

L’agopuntura consiste nell’infissione e leggera rotazione di sottilissimi aghi sterili negli agopunti. Gli aghi che il medico agopuntore impiega nella sua pratica quotidiana sono sterili e monouso, per cui non vi è nessun rischio di trasmissione di malattia attraverso gli aghi di agopuntura

 Il paziente si spoglia e si posiziona sul lettino generalmente sdraiato (supino o prono).
Il medico agopuntore individua con precisione la localizzazione anatomica dei punti e dopo la disinfezione della cute esegue l’infissione e la stimolazione degli aghi.
Normalmente l’infissione è indolore tanto è vero che anche i bambini all’età di 7-9 anni possono già sottoporsi a tale tipo di trattamento. Gli aghi rimangono infissi mediamente 20-25 minuti (salvo casi particolari).
Durante tale periodo il paziente avverte un piacevole e profondo senso di rilassamento.

La scelta del numero, del tipo di aghi e della stimolazione nel corso della seduta di agopuntura è a discrezione del medico. La distribuzione degli aghi sul corpo non è strettamente legata alle zone colpite dal dolore. Alcuni punti sono pertanto locali ed altri chiamati punti a distanza che sono altresì fondamentali per la scelta della combinazione dei punti terapeutici. Per esempio, in caso di una cefalea, gli aghi non vengono posizionati solo sulla testa ma anche sugli arti superiori e inferiori. 

Il numero e il ritmo delle sedute variano a seconda della patologia trattata e della risposta individuale del paziente.
Le patologie acute generalmente hanno bisogno di poche sedute ravvicinate (1/2 alla settimana) mentre le patologie croniche necessitano di un maggior numero di sedute distanziate nel tempo (1 alla settimana).
In genere nelle patologie croniche segni di miglioramento si possono riscontrare entro la 5°-6° seduta. Sempre nelle patologie croniche per stabilizzare i risultati vengono eseguite “sedute di mantenimento” distanziate nel tempo il cui numero e ritmo sono stabilite dal medico agopuntore.

Gli effetti collaterali, quando presenti, sono in genere di lieve entità e senza conseguenze; i più frequenti sono piccoli ematomi nella sede di inserzione dell’ago che si risolvono spontaneamente in poco tempo.

Accade spesso che il paziente affronti un ciclo di sedute di agopuntura nel corso di un trattamento farmacologico.
Non vi è nessuna incompatibilità in quanto con l’agopuntura non si introducono sostanze chimiche. È comunque opportuno che il paziente informi il proprio medico agopuntore circa i farmaci che sta assumendo: sarà l’agopuntore, in collaborazione con il medico curante, a valutare l’opportunità di sospendere o ridurre la posologia. Per esempio, nel caso di emicrania, cefalea o nevralgia del trigemino si procede in modo parallelo con terapia farmacologica e agopuntura nell’obiettivo di portare beneficio al paziente e possibilmente ridurre la dose del farmaco.

Per quanto qualunque intervento terapeutico, anche di tipo farmacologico, ha un effetto maggiore se il paziente è motivato e ha un buon rapporto con il proprio medico, l’effetto dell’agopuntura non è dovuto a suggestione.
Ad oggi sono oltre 30.000 i lavori sperimentali e scientifici pubblicati e presenti nella banca dati di Medline http://www.ncbi.nlm.nih.gov/sites/entrez, la più accreditata nel mondo occidentale, che testimoniano gli effetti terapeutici ed i meccanismi d’azione dell’agopuntura. Quindi non è vero che non esistono prove scientifiche che attestino e giustifichino l’efficacia e l’utilizzo dell’agopuntura.

Infine, è da ricordare che l’agopuntura è utilizzata da 2000 anni anche in campo veterinario!!

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