Iniezioni intramuscolo sottocute - Laboratori Gruppo Caravelli Bologna

Iniezioni intramuscolo

L’iniezione intramuscolo (IM) rappresenta uno dei più diffusi metodi per la somministrazione dei farmaci. La scelta di questa procedura dipende dalla possibilità di somministrare il farmaco per via orale, dalla necessità di un più rapido assorbimento e dalla quantità di farmaco da somministrare.

Le sedi di somministrazione possibili sono 5 (deltoide, dorsogluteale, retto femorale, vastolaterale, ventrogluteale), ma solo tre vengono comunemente utilizzate: il deltoide e la sede dorsogluteale e la sede ventrogluteale.

Si tratta di una competenza specificatamente infermieristica, poiché bisogna avere una adeguata conoscenza dell’anatomia e utilizzare una procedura appropriata per minimizzare i danni potenzialmente associati a questa manovra. I possibili effetti collaterali sono rappresentati da ematoma, formazione di essuto cicatriziale, infezione o ascesso o danno nervoso.

Si raccomanda di non massaggiare la sede dopo l’iniezione perché si può favorire la risalita del farmaco verso il tessuto sottocutaneo.

Iniezioni sottocute

L’iniezione sottocute (SC) è utilizzata per piccole quantità di farmaci con un’azione lenta, ma continua.

La rotazione delle e nelle sedi di iniezione (preferenzialmente la parte inferiore dell’addome a distanza di 2-3 dita dall’ombelico, le cosce, ma con le dovute precauzioni anche braccia, spalle, glutei), il non riutilizzo dello stesso ago (e l’estrazione dell’ago in caso si utilizzi un dispenser a penna), la tecnica della plica e l’angolazione dell’ago a 45° qualora si utilizzino aghi con lunghezza superiore a 4/6 mm, sono fattori essenziali per evitare lesioni cutanee e garantire un assorbimento ottimale del farmaco.

La via sottocutanea viene utilizzata per farmaci che richiedono somministrazioni in piccole quantità: insulina, anestetici o eparina a basso peso molecolare.

La somministrazione sicura ed attenta rientra certamente tra le responsabilità dell’infermiere, per cui è necessario eseguire una tecnica di iniezione sottocutanea che riduca gli effetti avversi come ecchimosi, ematomi, dolore, lipodistrofie; sicuramente tra i compiti dell’infermiere è previsto anche l’addestramento del paziente all’autosomministrazione di farmaci per via sottocutanea.

IMPORTANTE: è necessaria la prescrizione medica.

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