Biopsia prostatica
Biopsia prostatica

La biopsia prostatica è una procedura indispensabile qualora vi sia un sospetto di patologia prostatica, in seguito al riscontro di un’esplorazione rettale dubbia o di un PSA aumentato.
Viene eseguita in anestesia locale.
Durante l’ecografia prostatica transrettale si iniettano in sede periprostatica 10 cc di carbocaina 1%; quindi con un ago idoneo si eseguono da 12 a 24 prelievi della ghiandola prostatica. La manovra può comportare un leggero dolore, anche se effettuata con anestesia locale.

Il Paziente deve segnalare eventuali patologie a carico delle valvole cardiache, eventuali disturbi della coagulazione noti o alterazione dei tempi di sanguinamento riscontrati in corso di precedenti manovre (per es. estrazioni dentarie). I rischi più comuni di questo intervento sono: episodi di sincope o lipotimia. Le emorragie sono generalmente lievi e incidono per un 20% circa: si manifestano con presenza di sangue nello sperma e/o nelle urine e/o sanguinamento rettale può essere osservato (in forma lieve) anche per 15 giorni.
L’edema della ghiandola prostatica può causare raramente ritenzione acuta di urina con la necessità di posizionamento di catetere vescicale. In alcuni casi possono manifestarsi complicanze infettive: prostatite, orchiepididimite, cistite, cistopielite, sepsi.

 

 

65 anni