



Nel 1952, fondato dal Dottor Alberto Caravelli, nasce il Laboratorio Analisi Dr. Caravelli, primo laboratorio di analisi clinico mediche privato a Bologna.
Si cominciò con l'eseguire la glicemia con il metodo Hagedorn – Jensen.
Venne poi introdotta l'elettoforesi delle sieroproteine secondo il metodo di
Tiselius, padre dell'elettroforesi, imparata direttamente in Svezia.
Fino al 1970 tutta l'attività di Laboratorio è manuale.
Unici strumenti gli SPETTROFOTOMETRI ed i MICROSCOPI!
Il Tas (titolo antistreptolisinico) si fa con diluizioni scalari del siero del paziente usando emazie di montone, salassato il mattino stesso!
Gli anni '80 sono quelli della comparsa dell'automazione e dei primi computer.
In Laboratorio entra il primo strumento per biochimica automatica Abbott e nel 1986 il primo sistema informatico.
Nel 1986 viene introdotto il test per la ricerca degli anticorpi del virus Hiv, che allora si chiamava HTLVIII ed il dosaggio del LAL TEST, per la verifica delle reazioni avverse durante la dialisi.
Nel 1990 apre il settore specializzato di microbiologia e sieroimmunologia.
Viene introdotta l'automazione in microbiologia.
Dai 20 esami che si facevano all'inizio dell'attività si arriva ad oltre 500 tipi di determinazioni biochimiche ed immunologiche
Nell'anno 2000 viene ottenuta la certificazione di Sistema Qualità UNI EN ISO 9000.
Viene aperta la nuova ala riservata agli utenti
Durante il decennio 2000-2010 il Laboratorio spinge l'acceleratore per il riconoscimento formale della qualità del sistema di lavoro
Vengono ottenute le certificazioni:
UNI EN ISO 9001:94
UNI EN ISO 9000:2000
UNI EN ISO 9001:2008
la conformità alla ISO 15189
l'Accreditamento istituzionale con la Regione Emilia Romagna.
Si cerca di portare all'interno della struttura
la maggior parte della diagnostica di laboratorio disponibile,
riducendo in maniera proporzionale il ricorso a laboratori esterni così da potere offrire ai nostri pazienti prestazioni efficenti, efficaci e soprattutto
sotto diretto controllo interno.
Dal 2004 i pazienti possono ricevere i referti via e-mail
All'inizio del 2010 il laboratorio è in grado di offrire
ai pazienti più di 750 tipi di determinazioni analitiche, con tempi di refertazione medi di 1 gg.
Ai pazienti viene offerto il servizio di ritiro referti via Web.
Nel maggio del 2010 il laboratorio amplia i suoi spazi occupando i locali al piano terreno.
Si trasforma da Laboratorio analisi a struttura complessa con attività di Poliambulatorio.
Alla attività di diagnostica di laboratorio si affianca attività di diagnostica medica nelle specialità di
Allergologia
Cardiologia
Dermatologia
Ginecologia
Oncologia
Pneumologia
Diagnostica ecografica
Prestazioni infermieristiche
Nello stesso anno al piano di sopra apre il settore di seminologia e di biologia molecolare
Diagnostica per immagini nel laboratorio andrologico
ANALIZZATORE PER TECNICA C.A.S.A. Computer Assisted Sperm Analyzers
Morfologia Spermatozoi
I campioni di sperma sono sottoposti ad un'analisi molecolare del DNA per misurare eventuali danni (mediante elettroforesi in gel di agarosio marcato con fluorocromi). Se il gel è sottoposto a luce fluorescente, il DNA integro si evidenzia come un grande punto luminoso.
Test di frammentazione del DNA Spermatozoario
Da settembre 2010
Laboratorio di Biologia Oncomolecolare per la determinazione del Prostate Cancer Gene 3 (PCA3)
PSA l'utilità del test viene sopravvalutata e spesso mal interpretata.
Lo scopritore del test più comune per individuare il cancro alla prostata ha definito "un costoso disastro nel campo della salute pubblica l'idea di sottoporre all'esame tutta la popolazione maschile che ha più di 50 anni".
Secondo il dottor Richard Ablin, che scoprì il test 40 anni fa, il controverso Test PSA non può scoprire il cancro alla prostata e, cosa ancora più importante, non può distinguere tra i due tipi di cancro alla prostata esistenti: quello che ti può uccidere e quello che invece non ti ucciderà.
PCA3 (Prostate Cancer Gene 3)
E' il primo test molecolare specifico per il Carcinoma Prostatico (PCa) che si basa su una tecnologia innovativa (analisi dell' mRNA).
Il test serve come ausilio nella diagnosi di questa specifica forma tumorale.
L'accuratezza di PROGENSA PCA3 come predittore di positività alla biopsia in soggetti con precedente esito negativo, si è rivelata superiore rispetto al test biochimico del PSA (Antigene Prostatico Specifico).
Chi dovrebbe fare il test PCA3?
In caso di sospetto di avere un cancro alla prostata, in particolare chi ha già fatto una o più biopsie risultate negative. Ovviamente tale indicazione deve essere sempre data dallo specialista urologo.
Il PCA3 è meglio del PSA?
Non necessariamente. Il punteggio PCA3 fornisce informazioni aggiuntive che un PSA non può dare, ma non intende sostituire il PSA come test di screening.
Cosa si utilizza per il test?
Per il test PCA3 si usa un campione di urina emesso immediatamente dopo esplorazione digito-rettale (DRE).
Se si fà il test si dovrà ancora fare una biopsia?
Il test PCA3 non sostituisce la biopsia ma dà al medico informazioni aggiuntive per aiutarlo a decidere su come procedere. E' comunque possibile che il punteggio del test suggerisca di escludere o posticipare una biopsia.
Il PSA è una glicoproteina che può entrare nel flusso sanguigno,
il PCA3 è un gene che esiste nel materiale nucleare di cellule epiteliali della prostata, che può essere versato nelle urine. Tali cellule, se cancerose, over-esprimono il gene.
La figura mostra:
il PCA3 urinario (freccia in basso)
il PSA siero (freccia in alto)